torna alla home


formazione link editoriale iscriviti alla newsletter Concorsi eventi le novità contattaci! I servizi offerti da Studio Stylos chi siamo interviste recensioni letterature

Il  capo  chino di Zidane

di Guia Soncini

 

 

Sì, lo so: Materazzi è dei nostri, è doveroso schierarsi con lui, i nostri ragazzi, campioni del mondo…Che noia. Io sto con Zinedine. Perché ha un’impagabile aria da criminale e gentiluomo; per la cravatta allentata e la barba sfatta con cui è andato da Chirac, perché ho visto la finale in un covo di interisti, e quando Zidane l’ha incornato tutti hanno detto:”Sì, ma si sa che Materazzi fa schifo, chissà cosa gli avrà detto”, e se neanche i tfosi della tua squadra si fidano di te una ragione ci sarà.

 

Io sto con Zinedine perché la lettura dei labiali era un gioco da spiaggia che non escludeva le ragazze, finalmente in grado di fare commenti competenti (non come quando chiedevamo perché facessero goal sempre i difensori. E i maschi sbuffavano dalla sdraio a fianc).

 

Io sto con Zinedine perché è il più itlaliano di tutti, uno che se gli toccano la mamma e la sorella non capisce più niente. Io sto con Zinedine perché Materazzi è impresentabile, tatuato lui, tatuata la moglie, sembrano Puff Daddy e Jennifer Lopez; e perché un commentatore alla radio, parlando di mamma Zidane che difendeva il gesto del figlio, ha detto: “Già che c’era poteva farsi saltare in aria”, ed è ammirevole l’abilità di certuni a passare dalla parte del torto.

 

Io sto con Zinedine perché su canal+, nel suo “Je ne regrette rien”” composto e occhiazzurrato, si è scusato una decina di volte, ma sempre e solo con “i bambini”, quelli che davanti alla capocciata avranno fatto “Oh”. Io sto con Zinedine perché è irresistibile come Povia, ma molto più figo. Io sto con Zinedine perché i sex symbol devono essere riducibili a poster, e non c’è urlo di Grosso che tenga: l’immagine che resta,  di Berlino 2006, è Zinedine che scende a testa china negli spogliatoi, lasciando lì la coppa del mondo.

 

 

 

 

servizi editoriali agenzia letteraria