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lunedì, 11 agosto 2008 

PRONTO GANDHI




Di nuovo compare lo spot Telecom (>>potete vederlo qui) che schiera Gandhi involontario testimonial. Si può anche andare sul sito: www.avoicomunicare.it

Io dico: bah. Come nel 2004, quando uscì l'acclamatissimo spot. Bah.

Le innegabili suggestioni dello spot con il suo ritmo, la musica evocativa, le inquadrature magnifiche che ci mostrano un Gandhi commosso e commovente non bastano a ingraziarmi, a farmi piacere l'operazione di marketing.

Già, perchè i pubblicitari hanno ben capito che non va più di moda la fuffa anni 90, quella della Milano da bere, delle modelle coca e anoressia, dei modelli sociali costruiti sugli status symbol di un benessere che man mano ha mostrato le crepe, di un lusso che scotta come una patata bollente in un mondo che recede.

Ecco allora la geniale virata ispirata da modelli alti, filosofici, ispirati ai valori. Più in sintonia con i disagi crescenti degli utenti. Fioccano le filosofie zen traslocate nel ghiotto mondo dei manager che all'improvviso capiscono che unire mito e marketing, filosofia e comunicazione, spiritualità e vocazione imprenditoriale significa colorare di "buono" il successo, profumandolo di nobilità.

E infatti arrivano centinaia di manuali che abbinano yoga e attività commerciale, meditazione e resistenza allo stress, benessere interiore e benessere economico, avventura filofica e gita metropolitana negli affari.

Non li ho mai retti, io, questi "manager zen". Questione di gusti.

Comunque, la pubblicità fa suoi questi modelli. Ora la filosofia è trendy, le vette spirituali si uniscono ai cocktail serali, lo yoga indica l'arte del commercio...

Dunque spuntano le pubblicità "etiche", quelle legate alle grandi questioni filosofico-etico-spirituali del nostro paese. La Fiat ci fa tirare fuori i fazzoletti con uno spot legato ai significati storici e morali dell'essere uomini, addensando italiche suggestioni e nuovi cinemi paradiso, l'Enel si lancia in metafore "elettriche" sull'energia interiore dell'uomo, quella dei geni creativi in cui si accende la lampadina di Archimede, salvo poi presentare la salatissima bolletta dell'energia...ehm...esteriore e domestica. Il Mulino Bianco si comporta come vivessimo ancora i tempi del baratto, e si circonda di gnomi notturni e bambini celestiali.

E Gandhi arriva alla Telecom. Un testimonial eccellente, intendiamoci. Ma che ne avrebbe detto, lui? La globalizzazione auspicata da Gandhi non era certo quella delle telecomunicazioni. One world, dice lui nello spot mentre la frase, a ribadire il concetto, compare anche in un testo a sinistra dello schermo, a caratteri maiuscoli (molto usato, nella pubblicità emozionale, il ricorso a scritte visive che rafforzano e fissano i concetti espressi oralmente). One world. Ma siamo sicuri che il povero Gandhi intendesse riferirsi ai vari Tutto intorno a te della Vodafon, ai Bla Bla Blasi della Tim e ai vari Tu, senza confini e Connecting people?

Gandhi parlava di un mondo unito dalla coscienza del cuore. "Che mondo sarebbe, oggi, se avesse potuto parlare così"? recita furbacchiotto lo spot del 2004 per commuovere e incantare gli utenti.

Balle. Esattamente lo stesso mondo, sarebbe stato. Anche prima di Telecom, la storia è sempre stata la Storia, nel bene e nel male, facendo arrivare comunque e ovunque i messaggi (abbiamo avuto, ahimé, global stars come Hitler...). Vorremmo forse dire che con le nuove telecomunicazioni a parlare saranno solo i pacifisiti, i filosofi, gli ecosostenitori del pianeta? Palle. E non sarà certo Telecom a fermare la violenza nel mondo (e pensa a quanta violenza quotidiana si devono sciroppare i poveri utenti Telecom fra prepotenze, furbate, salassi economici, beceri dispettucci a chi diserta per nuovi gestori e quant'altro). Insomma davvero pensiamo che le nuove tecnologie e il connecting people ci salveranno? Guardiamo cosa succede in Cina, in cui l’imprenditoria mondiale, che ora finalmente vede aprirsi scenari succulenti per i suoi affari nella repubblica popolare, cerca di restare nella panchina della comunicazione in questa versione circense delle olimpiadi che giustamente schiera atleti e politici, sport e problemi politici. Meglio tacere per non perdere il flusso gigantesco di affari presenti e futuri. Anche qui, basta usare messaggi di comodo (in fondo sia sport che la filosofia hanno alle origini un valenza morale, etica, si fonda sulle virtù migliori dell’uomo). Come ieri sera, quando sulla 7 il placido signorino Elkann, in Cina, alla domanda del giornalista su come mai non fossero proprio le aziende che fanno affari con questo paese a manifestare contrarietà verso le “ombre” cinesi (un genio, quel giornalista. Aveva studiato alla Lapalisse school of investigations) lui risponde, candido candido: “Ma nooo, che c’entra! Le Olimpiadi sono una bella occasione e portano positività (al doping?) E la Cina si sta dimostrando organizzata efficace. Uno sforzo da lodare, uno sofrzo incredibile. Vuole cambiare molto più di quanto si crede”. Sì, certo. Alicio nel paese delle (per lui) meraviglie (di fatturato).
Ecco perché certe ipocrisie pubblicitarie mi danno fastidio. Sono messaggi artificiosi, strumentali.
Forse, alla fine, preferisco la bella donna che insegue un' automobile in una spiaggia da sogno, sospesa ai limiti del mondo: icona dell’effimero, dei valori aggiunti che diamo alle cose per venderle. Bene, viva la sincerità.
Meno “buonista” ma più sincero.
Tra l’altro, è buffo che la Telecom sbandieri con toni commossi la comunicazione globale tirando in ballo perfino Gandhi quando tu, povero utente (ma sempre inserito nel mondo globale) non riesci neppure a comunicare con loro quando fai il numero verde per segnalare un guasto o chiedere lumi su una bolletta. Sei trascinato da una vocetta metallica in un labirinto di numeri prego prema il tasto 1 2 3 4 5 6 7 8….che fanno uno slalom strategico pur di impedirti di parlare con l’operatore (trovare lui è come trovare il Graal) che, almeno per ora, non è un robot né un replicante.
A proposito, conosco persone che hanno lavorato nei call center della Telecom e durante la loro formazione vi assicuro che i discorsi ficcati in testa ai futuri dealers erano tutt’altro che “gandhiani”, benevolenti e tolleranti.
Ma, come al solito, si predica bene e si razzola male….
Pronto Gandhi? Pronto? C'è nessuno? Bip. Se desidera ascoltare il messaggio del Mahatma prema il tasto 2. Se desidera pagare la bolletta prema il tasto 3. Se desidera conoscere le nostre ultime promozioni prema il tasto 4. Se desidera segnalare un guasto prema il tasto 5. Se desidera parlare con un operatore prema il tasto 6, e resti in attesa...tutu..tutu...tutuuuuu, spiacente riprovi più tardi, i nostri operatori sono tutti occupati.



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