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Intelligenza digitale 
di Vittorio Zambardino

Professor Derrick de Kerckhove, non sarà molto elegante, ma si potrebbe partire da quello che lei pensa dell'esperiemnto di Repubblica per un giornale su """"e-reader"""" portatile, il giornale su un dispositivo che si tiene in mano. 
""""Penso che si inquadri nello sviluppo di quello che io chiamo """"il terzo schermo"""". Dopo quello televisivo, dopo quello del personal computer, siamo nell'epoca delle immagini su telefono e in generale dei piccoli display. Soprattutto nell'epoca della notizia on demand. Sono esperimento utili, perché in futuro avremo uno scenario senza rivalità fra mezzi. Fra qualche tempo sarà stato completato il passaggio dai mezzi collettivi, tipicamente la stampa e la tv, ai mezzi connettivi. Al momento fra queste due tipologie sembra esserci una certa rivalità""""
Mezzi connettivi, dal suo concetto di """"connective intelligence"""", ma è come se lei stesse già parlando dei blog...
""""I blog sono una forma espressiva del pesniero connettivo di rete e sono portati a sviluppare una critica dell'esistente. Il blogger è lo studente ipercritico che si siede in fondo all'aula, e passa il tempo a mettere a nudo gli errori del professore, criticarli, ma in quanto al modello di ciò che fa tende ad essere un columnist o un agenda setter per i media. Il blogger vive in """"modo columnist"""". 
E in quanto ad agenda setter...
""""Sono portati ad essere degli agenda setter, a interagire con la politica, con la sfera pubblica, quindi con i media, a vedere i limiti, a evidenziare ciò che viene trascurato. Negli Stati Uniti è stato così, anche in Canada, in occasione deglle elezioni, hanno aiutato il paese a mettere a fuoco i temi """"reali"""" dello scontro politico, al di là della comunicazione ufficiale, hanno svolto un ruolo molto importante"""".
Per essere del tutto onesti, in Italia non è così. Par di vedere più voglia di essere media watcher che agenda setter
""""Gliel'ho detto, i mezzi connettivi sono legati alla sfera del pubblico e della discussione. Tutta la struttura concettuale del blog è fortemente legata alla cultura della parola: c'è un testo dal quale si parte, c'è un archivio dei testi, ci sono i commenti scritti. Nel tredicesimo secolo, con la nascita delle università c'è stata una grande opportunità di accesso al sapere ma contemporaneamente si sviluppoò una forte critica delle forme del sapere, l'allargamento della conoscenza porta la nascita della critica"""".
Il blogger-tipo critica molto di più la stampa che la tv, forse perché non la guarda? 
""""Perché la guarda meno, i suoi interessi ruotano attorno al rapporto con il proprio computer, che è la forma, il luogo e il canale della loro conoscenza. C'è una centralità nel mezzo. Per il blogger l'interlocutore, l'elemento col quale confrontarsi, è la parola scritta, anche perché, come si dice, scripta manent, è sempre possibile tornare al dissenso con ciò che sta lì ed è ancora visibile, mentre la voce scivola via"""".
Ma la tv conta, sposta voti, influenza decisioni di acquisto.
Per il blogger conta meno. Il suo laptop è non solo il centro della sua conoscenza ma anche la sua àncora alla responsabilità pubblica. E' un uomo della parola scritta, non della voce"""".
Ecco, la voce. I blogger sono migliaia, ma ci sono milioni di ragazzini che vivono di messaggi sms, di suonerie, di fotografie mandate sul cellulare. La nuova opinione pubblica è divisa, frammentata e non tutta necessariamente colta. Non trova? 
 """"Si tratta di un aspetto di questa fase, ne ho parlato spesso, il popolo degli always on o generazione della voce. Si è usato il concetto di tribù per delineare la frammentazione nei piccoli gruppi che comunicano fra di loro, che si dientificano via telefono. Ragazzi, giovanissimi, che vivono col telefono sempre acceso, sempre collegati. Ma tutto questo evolverà, le tecnologie tendono ad avvicinarsi"""".
In occasione della notte dei risultati elettorali, Repubblica.it ha messo a disposizione die lettori uno spazio perché potessero dire la loro. Ci sono stati 30mila interventi in poco più di un giorno ma se guardiamo queste pagine, troviamo tanta voglia d lanciare verso l'altro le accuse più infamanti, il desiderio di """"scomunicare"""" l'altro. Fa venire il dubbio che qualcosa non funzioni nello strumento...
""""Ma perché mai? La veda così: avete avuto nelle mani il termometro delle emozioni del Paese, le avete toccate con mano, viste mentre si espriemvano liberamente senza alcuna mediazione. Che siano emozioni di rabbia, emozioni negative è un fatto, ma il mezzo non c'entra"""".
Molti media - il caso BBc il più eclatante - cominciano a introdurre il contenuto prodotto da lettori e blogger nelle loro edizioni. Sviluppando le premesse insite nella logica degli aggergatori, dei podcast, delle informazioni che """"si scaricano"""", sembra di intravedere la possibilità di una scomposizione del mezzo. Concorda con questo scenario? 
""""C'è una parte dell'opera di McLuhan che parla di come il telegrafo elettrico abbia cambiato il giornale, anzi, dovrei dire di come lo ha creato nella sua forma moderna perché ne ha modificato il rapporto col tempo. Il giornale quetso fa: scandisce il tempo, ce ne propone una forma, un passo, fatto di giorni. La rete risolve questa scansione nella continuità e questo carattere della rete influenzerà i media nel prossimo futuro. Ma io penso che il giornale resterà come la riserva auera per gli Stati, un patrimonio che è là, a garanzia dell'equilibrio monetario. Perché mentre il web è l'accumularsi dei frammenti in un continuum temporale, non è però visione d'insieme. Non è sinossi. L'ancoraggio alla sinossi, in un arco temporale dato, è il dono che il giornale ha fatto all'umanità e che resta incancellabile"""".
Nei giornali on line comincia a nascere una scrittura multimediale. Si scrive un testo, vi si aggiunge un video, si cerca di mescolare forme diverse. Alcuni pensao che così si arrivierà alla nascita dei nuovi mezzi per accumulazione. 
""""Resto dubbioso davanti a questi esperimenti. Di certo nasceranno i nuovi mezzi della rete, ma in quanto a mescolare scrittura e immagini, non saprei. Ci sono spazi di ogni mezzo espressivo che vanno distinti. Mi lasci fare un esempio: io capisco perfettamente l'italiano, ma se assito a un film italiano con i sottotitoli nella mia lingua non c'è nulla da fare: leggo i sottotioli. 
C'è una capacità di attrazione della parola scritta che risucchia la nostra attenzione e che confligge con la presenza di un video. La televisione ha un suo linguaggio, la scrittura è il canale della comprensione e quindi della critica"""".
Siamo tornati ai blog?
""""In qualche modo. ma blog o giornale, quello che serve è sempre il testimone oculare, quello che vive sul campo e lo racconta"""".
Il giornalista """"embedded""""?
""""Non in un carro armato e mai nel potere. Credo nel valore del testimone oculare libero, un vero giornalista, no?""""

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