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Viaggio nel tempo? Il biglietto costa mille dollari
di Ernesto Assante

E tutto a un tratto arrivò il rock. E le cose cambiarono profondamente. I ragazzi non si accontentarono più di ascoltare i propri idoli alla radio o sui dischi, volevano essere al loro fianco, partecipare e condividere la musica assieme agli altri. Non volevano solo un concerto, ma un “evento”, qualcosa che li segnasse profondamente, possibilmente per sempre. E se la memoria non bastava, per ricordare un evento bisognava avere un souvenir, una maglietta, un poster, un cappellino e soprattutto la prova provata che consenta a tutti di dire “io c’ero”, ovvero il biglietto del concerto.
I biglietti sono piccoli ma belli a vedersi, spesso sono frutto del lavoro di grafici raffinatissimi, soprattutto quelli degli anni Sessanta, e consentono di ricostruire il percorso della storia del rock dalle origini a oggi, dai semplicissimi biglietti di Elvis o dei Beatles, che non pretendevano altro che che di essere “biglietti d’ingresso”, ai multicolorati biglietti degli anni Ottanta e Novanta, dove anche il piccolo “ticket” serve a illustrare il mondo dell’artista, il suo segno, la sua immagine, la sua musica.
Attorno al desiderio di possedere un souvenir dell’evento rock è nata una vera e propria industria della memoria, che prospera da qualche tempo attraverso una fitta rete di siti web e un’altrettanto vivace attività di collezionisti che frequentano le aste, organizzano soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti.
I “memorabilia” rock hanno grande successo e i souvenir dei concerti sono ovviamente tra i pezzi più ambiti e anche più facilmente abbordabili, in termini economici, per i fan. Tra i più richiesti ci sono soprattutto quelli degli anni Sessanta e Settanta: molti degli acquirenti (in genere ove cinquanta) vi hanno partecipato, senza conservare all’epoca il loro biglietto e quindi oggi disposti a spendere cifre anche elevate per poter ricomprare un “pezzo” del loro passato.
Ma altrettanto ricercati sono i tickets dei concerti delle star dei nostri giorni, soprattutto i “pass” laminati, quei piccoli tesserini che consentono a chi si occupa della produzione del concerto di circolare in alcune aree della platea, del retropalco o addirittura sul palcoscenico stesso, oggetti del desiderio per i fan delle ultime leve.
Il sito più importante e di successo di questo tipo di “ricordi” è senza dubbio Wolfgang’s Vault (www.wolfgangsvult.com), versione elettronica del grande archivio del più leggendario tra gli organizzatori di concerti rock, Bill Graham, il patron del Fillmore, leggendario locale di San Francisco, manager e organizzatore di tour di tutte le più celebri stelle del rock degli anni Sessanta e Settanta.
Graham, morto in un incidente in elicottero nel 1991, aveva costruito un gigantesco archivio di tutta la sua attività, dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Alla sua morte l’archivio è passato di mano quattro volte prima di finire in quelle di Bill Sagan, direttore generale di una compagnia di assicurazioni e grande fan del rock, che lo ha acquistato nel 2002 per cinque milioni di dollari.
Per due anni Sagan e i suoi collaboratori hanno catalogato gli oltre 30mila pezzi della collezione, tra biglietti di concerti, poster (e soprattutto quelli degli anni Sessanta, commissionati da Graham ai migliori grafici psichedelici dell’epoca) magliette e registrazioni.
“Non è un hobby e non lo faccio per divertimento. Qui si parla di denaro e affari”.
Del resto le quotazioni per i vecchi biglietti di concerti sono molto variabili, si passa da poche decine di dollari a diverse centinaia, fino a superare i mille dollari, ad esempio, per il biglietto dell’ultimo concerto dei Sex Pistols o per quelli del festival di Woodkstock del 1969.
I poster originali valgono molto di più, dai 4.525 dollari per quello di Woodstock agli oltre 9.000 per il poster dell’Atlanta pop Festival.
Molto più economico è Right Brain Left Brain (www.rightbrain-leftbrain.com) che non ha a dsiposziiojne gli archivi di Graham ma che offre una ricchissima serie di biglietti di concerti e di pass che spaziano nei cinque decenni della storia del rock.
Quest’ultimo sito vende anche su ebay, dove è possibile trovare moltissimi biglietti vintage offerti da piccoli collezionisti, ma dove è anche facile trovare delle fregature, biglietti di grandi eventi del passato ristampati oggi.

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