torna alla home


formazione link editoriale iscriviti alla newsletter Concorsi eventi le novità contattaci! I servizi offerti da Studio Stylos chi siamo interviste recensioni letterature

"Pubblicherò libri imperfetti"

di Dario Pappalardo 

da "La Repubblica" del 15 giugno 2007


Quando pubblicò Castelli di rabbia, nel 1991, l'editor Grazia Cherchi gli permise di arrivare in libreria con un romanzo che fosse quanto più simile possibile al dattiloscritto originale. Sedici anni dopo, Alessandro Baricco restituisce il favore, dirottandolo su quindici scrittori esordienti. "Quindicilibri", infatti, è il nome della nuova collana della casa editrice Fandango che l'autore di Novecento dirige con lo scrittore Dario Voltolini. Una serie a numero chiuso, disciplinata da un decalogo di regole rigide e insindacabili. Prima fra tutte, la pubblicazione di opere prime e «occasionalmente» seconde i cui testi saranno stampati così come sono. Solo in caso necessario,
si provvedere a un leggerissimo editing che non prevede interventi strutturali, né modifiche profonde. Il primo titolo, Les Adieux di Arianna Giorgia Bonazzi (pagg. 104, euro 10) - flusso di coscienza di una ragazzina friulana alle prese con il mestiere di crescere tra gli anni Ottanta e Novanta - è già nelle librerie. 
«Continuo a pensare che in Italia esordire non sia difficile - precisa Alessandro Baricco - ma quello che mi interessava da anni era dare la possibilità al lettore di leggere un'opera prima così com'è. Leggere opere imperfette è un piacere prezioso. E gli inizi di uno scrittore rappresentano proprio il regno dell'imperfezione. In chi si affaccia alla letteratura, c'è una forza ineducata che poi si perde per strada. Invece si tratta di qualcosa che va salvato, sia per gli autori che per i lettori. Ho visto libri dimezzati, col finale cambiato, mi sembra che così si rischi di perdere elementi importanti, soprattutto per quanto riguarda quelli che sono i talenti veri, animali».
Baricco, però, si tira fuori da ogni polemica contro gli editori e il sistema dell'editing: «Le case editrici italiane fanno un buon lavoro sulle opere prime e seconde. In caso contrario, negli ultimi decenni non avremmo potuto leggere romanzi di scrittori come Erri De Luca, Sandro Veronesi, Niccolò Ammaniti, autori che hanno vissuto esordi letterari "normali". Quella dell'editing rimane una trafila fondamentale e necessaria. Se gli altri pubblicano libri belli, a noi ora interessano libri imperfetti».
Gli autori di "Quindicilibri" rimarranno proprietari di tutti i diritti secondari dell'opera, vedranno stampati i loro romanzi entro sei mesi dalla decisione di pubblicarli e avranno a disposizione tre ri- ghe per sintetizzare le loro note biografiche, non corredate da fotografie. «Ho provato su di me quanto la vicenda biografica finisca per essere un elemento forte nella carriera di uno scrittore - continua Baricco - ma c'è un momento in cui questo non esiste ed è proprio l'inizio. Quando c'è solo il libro. Si tratta di un periodo brevissimo. La nostra idea è coltivare questa chance che poi non si ha più. Dopo, tutto cambia». Gli altri titoli - fino al quindicesimo - che comporranno la collana saranno selezionati attraverso il passaparola, «risalendo a quegli autori che si sono sentiti rispondere dalle case editrici: "bellissimo, ma non ci sentiamo di pubblicarlo"», dicono Baricco e Voltolini, che invitano gli aspiranti scrittori a non farsi illusioni e già temono di essere sommersi da pile di dattiloscritti. Se la giovinezza editoriale è condizione necessaria per la pubblicazione dei nuovi autori, non per questo lo è anche quella anagrafica. «Sarebbe curioso scoprire un novantenne di genio, magari un nuovo Bufalino», fantastica Voltolini. La caccia è aperta.

servizi editoriali agenzia letteraria