torna alla home


formazione link editoriale iscriviti alla newsletter Concorsi eventi le novità contattaci! I servizi offerti da Studio Stylos chi siamo interviste recensioni letterature

Dio c’è e vive nell’iPod
di Adriana Dagnino

Anche il reverendo Levi Lusko, parroco evangelista della Ocean Hills Church a San Juan Capistrano, in California, ha deciso che per diffondere la voce di Dio è arrivato il tempo di portarla dentro un podcast. “Devi essere dove sono le persone, se vuoi raggiungerle – dice – e stare al passo con il linguaggio con cui queste si parlano”. E oggi sempre più spesso le persone, soprattutto giovani, si trovano e ritrovano dentro il Web, e si parlano attraverso l’uso di file audio registrati in Mp3 da scaricare sul proprio computer e, da qui, sui propri lettori digitali (iPod in testa). Che i religiosi siano i primi ad abbracciare le innovazioni hi-tec non è una novità, ma è sorprendete la velocità con cui il fenomeno del podcasting (le trasmissioni audio via internet) sia approdato verso lidi di fede. Al punto che ne è nato un neologismo già diffuso in Rete: “Godcasting”, il podcasting di Dio (subito immortalato in un network ad hoc: www.godcast.org). Dalle semplici registrazioni dei sermoni domenicali che il pastore mette in Rete per il proprio gregge ai commentari biblici, dalle trasmissioni di dottrina religiosa agli approfondimenti evangelici, on line è tutto un fiorire di voci predicanti e ispirate. Il sito per eccellenza dedicato ai podcast, Podcast Alley (pocastalley.com), alla ovce religion/inspiration elenca 1.462 podcast religiosi; ma il numero cresce di giorno in giorno, soprattutto – e non a caso, dato il clima devozionale che vi si respira in questi tempi – negli usa. D’altronde lo stesso reverendo Lukso rileva quanto sia più facile per molti fedeli potersi scaricarsi sul lettore mp3 la predica settimanale senza nemmeno uscire di casa e ascoltarsela quando più aggrada, magari mentre si sta facendo giardinaggio o ci si sta radendo. “Anche quando la nostra chiesa è piena, con oltre mille persone riunite, ce ne sono quasi altrettante che preferiscono seguire la funzione in remoto, via Internet – racconta il pastore, che già mette online i video del culto e i testi delle sue prediche.
Un’altra iniziativa simile è quella della “Praystation Portable”, la stazione di preghiere portatile (gioco di parole tra Playstation, la nota console per videogiochi, e “prayer”, preghiera), che consente di ricevere la propria razione mattutina e serale di orazioni: “Appartengo alla congrega dei neocatecumenali – scrive Javier Domingo Ramon al Reverendo Roderick, iniziatore e conduttore della Praystation Portable – e ci viene consigliato di porgere le nostre laudi al primo mattino, così trovo molto utile il suo servizio, che mi consente di dire le mie orazioni mentre guido diretto in ufficio”.
Questo fenomeno (godcasting, praystation, religious blogging ecc.) ha avuto sviluppi talmente accelerate e vistosi che la Biola University, università cristiana privata nei pressi di Los Angeles, ha recentemente organizzato la Gold Blog Convention, un convegno a cui hanno partecipato centinaia di blogger devozionali e godcasters, mettendo in luce come queste nuove forme di evangelizzazione per vie digitali siano il più importante sviluppo nel tentativo di diffondere il messaggio cristiano da quando nel XV secolo le presse di Gutenberg cominciarono a sfornare Bibbie (che oggi si ritrovano racchiuse dentro le memorie di chiavette usb). Durante la tre giorni californiana il tema principale del dibattito è stato posto sotto forma di domanda: “Cosa trasmetterebbe oggi Gesù se fosse qui fra noi e avesse il suo broadcast? Se cioè Dio fosse wired, connesso? Uno dei blog religiosi più seguiti della Blogosfera si chiama proprio “Wired Jesus” (www.wiredjesus.com) ed è redatto dal pastore luterano Tom Lyberg, che racconta “i vagabondaggi virtuali di un pellegrino postmoderno” attraverso perlustrazioni spirituali del web dove le questioni di fede vengono esposte e analizzate utilizzando tutto quello che la cultura odierna propone (mp3, chat, commenti sui blog ecc.), “insomma ovunque si chieda conto del significato della vita e della nostra spiritualità”, spiega il reverendo Lyberg.
Joe Carter, autore di evangelicaloutpost.com (uno dei blog evangelici più seguiti online) è uno dei delegati alla conferenza e ha comparato il blogging di matrice cristiana con le 95 tesi che Martin Lutero affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg quasi cinque secoli fa, dando il via alla Riforma Protestante in Europa. “è come mettere là fuori 95 blog – ha detto Carter – in cui si esprime, senza censure e senza adulterazione, il pensiero cristiano contemporaneo sulla politica, la società e le istituzioni”.
Per quanto la vasta maggioranza dei podcast sia d’ispirazione cristiana, non mancano le incursioni nel mondo del Web da parte delle altre grandi realtà spiritual-religiose: seguaci della New Age, rabbini, monaci buddisti, imam islamici, mormoni, sikh, pagani sono tutti presenti on line con le loro proposte di intrattenimento religioso.
La radio e tv Internet di buddismo tobetano in lingua inglese LamRim (www.lamrim.com), che ospita soprattutto lezioni di religiosi tibetani (inclusi gli insegnamenti del Dalai Lama) offre sedute di meditazione via podcast. Mente in Italia il centro Kunpen Lama Gangchen (www.kunpen.it) di Milano è attrezzato per offire il download in mp3 degli insegnamenti del Lama Michel, l’intero corso di introduzione alla filosofia buddista e una serie di mantra di autoguarigione da portare con sé e ascoltare ovunque ci si trovi. In questo modo, suggeriscono i cultori del genere, i godcast consentono di arricchire il proprio spirito; grazie a un paio di cuffiette e a un lettore mp3 anche la palestra o il tragitto in metropolitana possono trasformarsi in momenti di “raccoglimento interiore”.
Non c’è dunque da stupirsi se anche il mondo islamico sia stato ampiamente attratto dal godcasting: ormai via mp3 si possono scaricare le letture del Corano e lezioni sulle parole del Profeta in qualsiasi lungua oggi parlata sul pianeta, dall’inglese basic all’arabo, dal pakistano all’indonesiano. Su Al Islam (www.alislam.org)
Sito della comunità islamica Ahmadiyya che conta 200 milioni di seguaci nel mondo proponendo un Islam di pace e tolleranza, ogni venerdì vengono proposti in mp3 nuovi sermoni.
E chi, fra i più ligi alla tradizione, storce il naso di fronte a tanta furia hi tech, deve sapere che oggi sono proprio le chiese a fare il maggior uso di tv satellitari e comunicazioni digitali. Secondo uno studio condotto dal Pew Project sono negli usa sarebbero 82 milioni gli internauti che usano la rete per scopi religiosi e spirituali. Lo stesso Vaticano sta progettando un nuovo sito tutto orientato al Social network (cioè a stimolare la comunicazione tra i credenti) affidando alla “suora hi tech” Judith Zoebelein.
“Il godcasting si innesta su un fenomeno di convergenza fra New Age e religiosità molto ampio” . spiega Roberto Venturini – esperto di comunicazione digitale di Apogeonline (www.apogeonline.com)
“Le nuove tecnologie non sono solo farina del diavolo: possono portare conforto spirituale a qualsiasi lettore mp3. In più, consentono di mantenere unito il gregge, anche quando è in vacanza o non si fa vivo alla cerimonia domenicale”. Ma soprattutto, aggiunge Venturini, “il podcasting permette anche ai pesci piccoli – e non più solo ai grandi colossi della tv religiosa come il Trinità Broadcasting Network o il Christian Broadcasting Network, di far sentire la propria voce a tutti. E a basso budget”.



servizi editoriali agenzia letteraria