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Per pochi intimi o super politici. E godono di buona salute. In Italia il più “cliccato” è quello di Beppe Grillo:150mila contatti al giorno
Internet, ogni secondo un nuovo blog
Dieci anni fa nasceva il primo “diario” online. Oggi sono 100 milioni

Irene Maria Scalise

ROMA—Dieci anni di vita e non sentirli. I blog, che secondo la so­cietà americana Gartner nell'e­state di quest'anno supereranno i 100 milioni, sono ancora giova­ni e godono di ottima salute.
Basti pensare che ne na­sce uno ogni 1,4 se­condi. Non solo. 
Ol­tre ad aumentare in quantità sono molto più autorevoli di quando, il primo del­la lunga serie, fece la sua timida appari­zione in Internet. 
In realtà un complean­no preciso, questi " diari della rete ", non lo festeggiano. 
La versione più accredi­tata riporta che han­no preso piede, in America, nel 1997. Più esattamente sa­rebbero due, le date del debutto in so­cietà. Il primo aprile quando Dave Winer, un pioniere delle tec­nologie, lanciava in rete ScriptingNews. E otto mesi dopo, nel dicembre dello stes­so anno, quando Jhon Barger creava il termine weblog. La versione tronca, blog, invece, è stata coniata da Peter Merholz che, nel '99, ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al ver­bo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).
Da allora, di strada ne hanno fatta parecchia. Tanto che il mondo della blogsfera sembra essere sempre più autore­vole, e anche insidio­so, per le forme di co­municazione tradi­zionale. Ma attenzione, il loro cammino non è sempre stato in discesa. Anzi. 
Da quel mese di aprile di dieci anni fa almeno 200 milioni di perso­ne hanno aperto, e poi abbandonato, il proprio diario 
on li­ne. Dimenticando­sene o, comunque considerandolo deludente. In Italia il popolo dei blog ha esordito all’inizio del 2000. 
Ed è stato un boom. Tramite questo indefinibile qualcosa, che sembra
un sito ma non lo è, si entra in contatto con persone lontane fi­sicamente ma spesso vicine alle proprie idee. Cosi si condividono i pensieri e le riflessioni sulle si­tuazioni più disparate. 
"Il blogger", secondo la definizione della bibbia dell'informatica Wikipedia, "è colui che scrive e gestisce un blog, mentre l'insieme di tutti i blog viene detto blogsfera (in in­glese, blogsphere)". Alla base di tutto c'è un meccanismo elementare.
E anche democratico: si può esprimere la propria creati­vità liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger. «Ma crescere numericamente non basta, bisogna puntare sulla qualità», spiega Maria Teresa Trifiletti, general manager di Lewis Italia, «la blogosfera finisce sem­pre più per influenzare il modo in cui i consumatori prendono le decisioni d'acquisto e diventa una fonte d'informazione pre­ziosa».
Chi, per fareun esempio, deve comprare un telefonino o una moto preferisce entrare nei vari blog, e consul­tarsi con chi l'acqui­sto lo ha già fatto, piuttosto che affidar­si ai consigli di un ne­goziante. C'è vera­mente di tutto, dal­l' utile all'inutile. 
Il più assurdo? 
Recen­temente n'è spunta­to anche uno di con­sultazione sui mi­gliori materassi. «Ol­tre a quelli di consigli per gli acquisti vanno per la maggiore i blog sul turismo capaci d'informare sulla qualità di alberghi e ristoranti», aggiunge la Trifiletti, «e quelli sull'attualità, la poli­tica e sul gossip».
Piuttosto ostile al fenomeno, almeno per il momento, è la cultura delle azien­de. «Spesso, almeno in Italia, si ritengono i blog una perdita di tempo» conclude l'e­sperta, «i manager li guardano con osti­lità, o più semplice­mente non li cono­scono e non sanno come affrontarli, ed è un peccato perché possono essere un valido strumento di lavoro e comunica­zione». 
E i blog più amati dagli italiani? 
Per saperlo basta connettersi al sito
http://it.blogbabel.com/
che fornisce la classifica costante­mente aggiornata. Tra i primi c'è sempre quello di Beppe Gril­lo che è anche al ven­titreesimo posto nelle classifiche mondiali dei blog più frequentati. L’unico italiano, tra l’altro, ad essere entrato tra i primi cento dell’ambitissima http://technorati.com.
 
 
 
 
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