torna alla home


formazione link editoriale iscriviti alla newsletter Concorsi eventi le novità contattaci! I servizi offerti da Studio Stylos chi siamo interviste recensioni letterature

Sms, blog e pochi libri ecco la generazione digitale

Interattivi ma "neo-moderati "sono i figli della Rete
 
di Maria Novella De Luca

da Repubblica del 27/04/2007
 

Connessi. Sempre. Co­me se il tempo e lo spazio non esistessero. Pronti a dirsi «ciao» sotto casa e a ritro­varsi un minuto dopo a chattare su Messenger, mentre il cellulare vibra in tasca e l'iPod in cuffia impermeabilizza da ogni disturbo esterno. Sono nati all'inizio degli anni No­vanta, quando il mondo mandava in pezzi le ultime ideologie.
E a contarli tutti, sulle tabelle Istat del censimento 2006, si scopre che tra i 14 e i 18 anni gli adolescenti italiani sono un po' meno di tre milioni, 2.900.361. Un segmento di popolazione che di anno in anno si fa più esiguo: era­no il 18% nel 1996 adesso sono il 17%, rappresentano la prima ge­nerazione di figli unici, hanno un tasso di scolarizzazione mai rag­giunto prima e genitori che deten­gono il record storico di separazio­ni e divorzi.
Il loro identikit sfugge però ad ogni etichetta: l'adolescenza per definizione è un'età in bilico, un'età sospesa tra infanzia e futu­ro, con il corpo che cambia e i sen­timenti in tempesta, un'età incer­ta, «vulnerabile e meravigliosa allo stesso tempo», come scriveva la psicoanalista Francoise Dolto, «una zona turbolenta che ognuno vive secondo un ritmo individua­le». Eppure i teenager sono cam­biati, in pochi anni hanno riscritto l'alfabeto della comunicazione in un linguaggio globale fatto di Sms, mail, emoticon e blog, travolgen­do le barriere dell'età, della fisicità, dei sentimenti. Pochi libri, poco ci­nema e molti video, sport per tutti
e tanto shopping: nel loro "pantheon" non ci sono nomi du­raturi, ma hit che durano una sta­gione, ieri Muccino, oggi Scamarcio, ieri Brad Pitt oggi Orlando Bloom, ieri Harry Potter, oggi le sa­ghe di Cristopher Paolini.
Andrea ad esempio, che avrà 14 anni tra pochi mesi, quest'estate farà una vacanza studio in Inghil­terra, mentre divide il suo tempo tra la scuola, le partite a «war ham-mer», i pomeriggi al parco con un gruppetto di amici con cui vive in simbiosi assoluta, racconta che la sua musica e le sue passioni sono i Pink Floyd e i Red Hot Chili Peppers, «le band degli anni Ottanta, i
fumetti manga, i libri fantasy», ma anche, dice, «andare a pesca con mio padre».
«Per me la cosa più importante è l'amicizia, noi siamo sempre in contatto, appena torno a casa accendo il computer, anche quando studio, ogni tanto lancio uno sguardo, magari c'è un messaggio, un Msn sul Pc o un Sms sul telefonino.
La Rete è fondamentale, per studiare, scaricare video, film, trovare notizie, anzi è lì che trovi le notizie vere, la televisione sì la guardo ma è un sottofondo, il mio è Mtv». E non è facile tirare fuori ad un quasi quattordicenne   parole più intime, o ammissioni di sentimenti, se non che «detesto sentirmi oppresso da troppe regole e da troppi impegni » e «vado d’accordo con i miei genitori».
Adulti spesso fin troppo amici dei loro ragazzi, in famiglie, dicono gli esperti,  «dove non ci sono più barriere tra l’età dei grandi e quella dei ragazzi »,una linea orizzontale che se da una parte ha migliorato i rapporti affettivi, dall’altra ha fatto saltare ruoli e separatezze fondamentali per crescere. Ritratto di « un adolescente digitale», di una generazione che vive, come spiega Massimo Ammaniti, docente di Psicopatologia dell’Età evolutiva all’università la Sapienza «in una connessione continua, in un perenne rincorrersi di mes­saggini, telefonate, squilli, avvisi, che vogliono dire io ci sono, sono qui, esisto....».
Un bisogno norma­le in questa fase della giovinezza ma «esasperato oggi dalla tecnolo­gia che dà loro la possibilità di co­municare in ogni istante e in ogni luogo, anche quando non devono comunicare niente e questo ridu­ce l'attività immaginativa, lo spa­zio del sogno e dell'elaborazione».
Interattivi, internauti, informati, gli adolescenti della generazione digitale, che, racconta l'ultima in­dagine Doxa «Junior%Teens 2006» hanno in tasca appannaggi mensi­li tra i 50 e i 60 euro, «rischiano però di non saper più af­frontare gli spazi del   vuoto e della noia— dice Ammaniti —  perchè crescono all’insegna di   una concretezza estrema, a tutto discapito della creatività».
Quando però ci si riesce a «sintonizza­re» con loro, indivi­dualmente,   fuori dal gruppo, «e per gli adulti di oggi non è facile, perché il di­vario tecnologico è altissimo, si scopre — conclude Massimo Ammaniti — che sono assolutamente in grado di descri­vere se stessi e i loro problemi».
E Veronica, sedici anni che sembra­no venti, Sneaker d'ordinanza e ombelico a vista, confessa infatti di aver raccontato a sua madre che l'estate scorsa "ho fatto l'amore per la prima volta, ma dopo ero confusa, disorientata, lei si è preoccupata, mi ha detto che era presto, troppo presto, poi però mi ha chiesto se ero felice e mi ha por­tato dalla sua ginecologa.... ".
In realtà al di là del mondo Hi­Tech, oltre Myspace e YouTube, i quattordici-diciottenni di questi anni, combattono gli stessi turbamenti dei ragazzi di sempre, lo stesso tempo indefini­to tra l'addio all'essere bambini e la sfìda di diventare grandi. Come Pollo e Curry ad esempio, gli adolescenti del delicato film di Francesca Archibugi «Lezioni di volo», che iniziano a  percepire se stessi, il mondo e l'amore dopo l'esperienza, anzi lo shock di un viaggio in India. Le sta­tistiche Doxa dicono anche che nell'ultimo anno i teenager hanno letto in media (soltanto) due libri a testa, eppure hanno decretato il successo senza precedenti dei romanzi di Federico Moccia, del film
e del libro «Notte prima degli esami», e di saghe come «Eragon» o   «Cronache dal mondo emerso».     
Giovanissimi e «forti consumatori» rivelano gli analisti di marketing, il 90% possiede un cellulare,
oltre l'80% naviga in Internet, ma poi fanno dannare le aziende perché sono impermeabili ad ogni tipo di campagna pubblicitaria e la   vittoria o il fallimento del «brand», lo decidono loro, con il passaparola.
«Per il 61% dei teenager il consumo è un elemento centrale della
vita—chiarisce il sociologo Enrico  Finzi—e le categorie fondamentali di spesa sono l’abbigliamento, la musica, il divertimento e la tecnologia.
A differenza dei bambini che sono conformisti e chiedono tutti lo stesso zainetto o le stesse scarpe, i teenager sono individualisti fino al midollo, detestano gli spot ammiccanti e giovanilismi, hanno gusti nomadi e mutevoli, e vogliono scegliere con la propria testa. Anche se, a sorpresa- aggiunge Finzi- i ragazzi ultimamente si rivelano meno innovatori del previsto, consumano beni tradizionali, sono insomma dei neo-moderati» .
Ad ascoltarli pero i
 «teens» della generazione digitale dicono che il miglior modo di fare affari è eBay,e intanto girano, viaggiano, volano low cost, sanno di essere una eurogenerazione, utilizzano il corpo come una tavolozza dove speri­mentare piercing e tatuaggi, han­no anzi per il corpo un culto che sconfina, anche, nell'ossessione. Federico ha 16 anni e fa il terzo li­ceo scientifico, è allegro, ironico dice di amare il jazz americano «me lo regala mio fratello» e il rock giapponese, passioni, ammette difficili da condividere con i suoi coetanei, che però, scherza, «sono scettici ma incuriositi».
«Com'è la mia giornata? Motorino, scuola, sport, compiti, computer, You Tu­be e Messenger, essere in comuni­cazione è essenzile, oggi però tra i ra­gazzi ci sono diffe­renze enormi sia so­ciali che culturali, siamo di visi in gruppi, anche se poi quando si esce il ve­nerdì e il sabato sera alla fine le comitive si mescolano, an­diamo in discoteca, nei pub, nei centri sociali, da McDo­nald's,  al cinema.
Trai maschi è torna­to di moda essere macho, far finta di essere sempre incazzati, le ragazze tengono tan­tissimo all'immagine, forse i libri di Moccia hanno avuto successo per questo, perché raccontano dei modelli, dei tipi precisi e in tanti ci si identificano...Io no, preferisco navigare su Internet, scaricare musica, giocare a calcetto e legge­re libri di viaggio, il sesso si, c'è, al­cuni l'hanno fatto altri no, alcuni usano droga altri no, ho diversi amici i cui genitori si stanno sepa­rando.. .Essere tristi capita, è nor­male, ma più che parlarne è meglio reagire, vedere gli amici, uscire». Un altro giro insomma, un'altra corsa. L'età adulta può attendere.


servizi editoriali agenzia letteraria