torna alla home


formazione link editoriale iscriviti alla newsletter Concorsi eventi le novità contattaci! I servizi offerti da Studio Stylos chi siamo interviste recensioni letterature
lunedì, 29 gennaio 2007
ORDINI D'UFFICIO

 

"Nell'ambito di una campagna per aumentare l'efficienza e diminuire il disordine negli uffici, il governo di Tony Blair ha stabilito che gli impiegati pubblici dovranno segnare con strisce di nastro adesivo nero il punto esatto in cui sistemare il computer, il mouse, il telefono e perfino un paio di biro sulla scrivania".

La notizia compare sulla Repubblica del 6 gennaio.

Già, pare proprio che dopo l'invio delle truppe in Iraq le fregole militari si rivolgano ora alle postazioni lavorative "di casa".

Avanti, marsch. Ripulire gli uffici dal disordine, circoscrivere "i luoghi del delitto" con il nastro adesivo, a segnalare l'omicidio dell'individualità, buttare via ogni effetto-affetto personale. Sì, perché prendono il volo le fotografie del fidanzatino che strizza l'occhio alle ore, del pupetto col biberon o del gatto paffuto. Tutto deve essere asettico, come la corsia di un ospedale. Disinfettato, ordinato, omologato. Il resto è "distrazione", dicono.

Per ora l'esperimento è stato introdotto solo negli uffici della National Insurance, la società di assicurazione pubblica, e in alcune sedi del fisco e della dogana. Ma se l'operazione avrà successo, il governo minaccia di estenderla ovunque.

British è sempre sinonimo di stravagante, da sempre.

Ma noi preferiamo il kitch dei suk multiformi di Soho, o degli sciroccati che ciancolano in cima ai loro palchetti nelle radure di Hyde Park. Questa trovata non è stravagante. E' solo imbecille.

Per anni la City ci aveva abituato ai doppiopetti glamour e ai mocassini con calze bianche; poi, ultimamente, il voltafaccia: tutti "casual" in ufficio, via il tailleur, spazio ai jeans e camicia.

E poi no, non funzionava, la gente ne abusava (e ti credo, dopo essere stata strangolata nelle cravatte per anni). E allora ecco, torniamo all'eleganza.

Ora l'instancabile Inghilterra ci propone un nuovo intervento che stavolta "colpisce" non il lavoratore bensì la sua "casa".

Sarà perché sulla scrivania della sottoscritta pare sempre sia stata appena sganciata una bomba atomica, ma la segnalazione dei territori e l'epurazione dei segni "personali" sa tanto di colcoz russo. O di Sturmtruppen hitleriane, intendiamoci. 

Tra l'altro, questa scelta rovina  anni di sudore del marketing americano tutto dedicato alle human resources, al clima aziendale perfetto, con l'asilo nido dove i bambini fanno "Oooh", la palestrina per correre durante la pausa-NonPranzo, i poster con gli slogan a effetto su cui campeggia la storia del leone e della gazzella, oppure le varianti cromatiche  della parola Successo (Su-cesso, vien da pensare a volte). E poi la filodiffusione, l'aia condizionata, il feng-shui...

No, adesso arrivano quei "ruompiscatòlli inglesi" - direbbe Stanlio, e impongono lo stile Gestapo.

Il povero lavoratore non ne può più. Prima in cravatta, poi sportivo (a quando le ciabatte?) o con la divisa; l'era del "fai da te" sulla scrivania e in seguito quella dell'Arbeit macht man Frei...Difficile districarsi fra tante mode.

Solo una domanda. Ma se per caso salta fuori una foto-tessera di uno nostro parente che fanno? Ci cacciano?

E se invece superiamo la striscia di Gaza dello schotch che perimetra  il nostro  computer che succede? Ci arrestano?

E se per caso il mouse dovesse rimanere incagliato fra i due territori?

Chiediamo l'intervento dell'Onu?

 

 

 

servizi editoriali agenzia letteraria